Griffiths, M.D. (2011). Si fa presto a dire internet addiction. Pediatria, 8, 8. more |
57 views |
Primo piano / Bambini, adolescenti e web
Si fa presto a dire internet addiction
Uno dei massimi esperti mondiali sul tema avverte: guai a confondere con la dipendenza quello che è solo un eccesso transitorio
Intervista a Mark D. Griffiths
L
a ricerca sulla dipendenza da supporti elettronici (console per videogame, social network, on-line gaming ecc.) negli ultimi anni ha avuto un vero boom sulle riviste medico-scientifiche. Ma i dati che emergono dalla letteratura vanno presi con cautela, perché gli approcci al tema da parte dei ricercatori continuano ad essere troppo eterogenei. “Ogni strumento diagnostico e criterio di misurazione in questo ambito dovrebbe tener conto del contesto in cui il comportamento analizzato ha luogo”, spiega Mark D. Griffiths, direttore della International Gaming Research Unit presso la School of Social Sciences della Nottingham Trent University. Griffiths è un esperto di fama internazionale delle conseguenze psicofisiche del gioco d’azzardo patologico, della Internet addiction e della videogame addiction. Ha pubblicato oltre 200 studi su riviste referate e numerosi libri, nel 2006 si è aggiudicato l’Excellence in the Teaching of Psychology Award e il British Psychological Society Fellowship Award per il suo “eccezionale contributo alla Psicologia”, e il North American 2006 Lifetime Achievement Award For Contributions To The Field Of Youth Gambling. Bambini e ragazzi che abusano di console per videogame, gaming on-line, social network, instant messaging: una realtà quotidiana per decine, centinaia di migliaia di famiglie: ma quando si può parlare di una vera e propria addiction? L’eccessiva presenza sul web (per giocare o altro) non va assolutamente confusa con la cosiddetta Internet addiction. Nel primo caso abbiamo un eccessivo entusiasmo che ‘aggiunge’ alla vita di una persona, nel secondo caso una dipendenza che ‘toglie’. Si stima che l’8-12% dei giovani ecceda nell’utilizzo degli strumenti di web entertainment, ma solo nel 2-5% è riscontrabile una vera e propria addiction. Si tratta di una distinzione essenziale,
King DL, Delfabbro PH, Griffiths MD, Gradisar M. Assessing clinical trials of Internet addiction treatment: A systematic review and CONSORT evaluation. Clin Psychol Rev 2011; 31(7):1110-6. Kuss DJ, Griffiths MD. Internet gaming addiction: a systematic review of empirical research. Int J Ment Health Addiction 2011: doi 10.1007/s11469-011-9318-5. Widyanto L, Griffiths MD, Brunsden V. A psychometric comparison of the Internet Addiction Test, the Internet-Related Problem Scale, and self-diagnosis. Cyberpsychol Behav Soc Netw 2011; 14(3):141-9.
che peraltro segue la definizione di disturbo mentale bisognoso di trattamento che nel 2000 ha fornito l’American Psychiatric Association, e cioè “una sindrome o un pattern comportamentale o psicologico che abbia un impatto clinico e sia associato ad angoscia e disabilità o aumento del rischio di morte, dolore, disabilità, grave perdita di libertà”. Il termine “addiction” non denota l’utilizzo estremo di sostanze o la reiterazione ossessiva di comportamenti come spesso sembra a leggere certi articoli o interventi: serve a definire un reale disturbo mentale. Clinicamente come distinguere eccesso da addiction? Prendiamo l’esempio del gaming on-line, ma il discorso vale per tutti gli altri aspetti. Può essere definito operativamente “addiction” soltanto un comportamento che includa tutti i seguenti sei punti: Rilevanza Il gaming on-line diventa l’attività più importante della
vita di una persona, arrivando a dominare i pensieri (fa insorgere preoccupazioni e distorsioni cognitive), i sentimenti (il bisogno di connettersi è feroce) e il comportamento (i rapporti sociali si deteriorano) Modificazioni dell’umore Le esperienze soggettive che vengono riportate come conseguenze della pratica del gaming on-line, e che possono essere viste come strategie di coping Assuefazione Periodi sempre più lunghi di gaming on-line sono necessari al soggetto per ottenere le modificazioni dell’umore desiderate Sintomi di astinenza Stati fisici e psichici negativi insorgono quando il gaming on-line viene interrotto o ridotto repentinamente Conflitto Il soggetto che pratica il gaming on-line entra in conflitto con familiari e amici (conflitto interpersonale) o con le sue altre attività (studio, lavoro, vita sociale, hobby, interessi) o con se stesso (sensazione di perdita di controllo) Recidività La tendenza a tornare ai pattern di gaming on-line precedenti a un eventuale intervento terapeutico o dopo periodi di astinenza o controllo. Comunque, anche nel caso che i sei punti siano presenti, il contesto non deve essere sottovalutato come spesso invece accade. Giocare on-line per una quantità di tempo eccessiva – persino 14 ore al giorno – non significa essere dipendenti. Quello che va verificato è quanto l’eccesso di gaming on-line impatti su altre aree dell’esistenza. Un’attività, per quanto eccessiva, non può essere definita un’addiction se ha poche conseguenze negative o non ne ha affatto. (d.f.)
8
Pediatria numero 8 - ottobre 2011